Che animale sono?
450 indovinelli. Leggi, prova a indovinare, poi scopri chi è — e vai a vedere la sua scheda.
Savana e grandi praterie
30 indovinelli
Dormo quasi tutto il giorno, fino a venti ore su ventiquattro, ma di notte divento un cacciatore implacabile. Non sono io a procurarmi il cibo: nel mio gruppo sono le femmine a cacciare per tutti. Chi sono?
Solo i maschi della mia specie portano una folta chioma intorno al collo e al viso, che nessun altro grande felino possiede. Da piccolo la mia pelliccia era maculata, come quella di un leopardo. Chi sono?
Vivo in un gruppo di femmine imparentate, cuccioli e uno o due maschi adulti. Appena raggiungo la maturità, se sono maschio, vengo cacciato via e divento un girovago, spesso insieme ai miei fratelli. Chi sono?
Il mio naso e il mio labbro superiore si sono fusi in un unico organo con decine di migliaia di muscoli: mi serve per bere, toccare e persino sradicare alberi. Chi sono?
Porto due denti che non smettono mai di crescere, tanto che alla mia morte possono pesare più di cento chilogrammi ciascuno. Proprio per questo vengo cacciato. Chi sono?
La mia gravidanza dura quasi due anni, più lunga di quella di ogni altro mammifero. Vivo in un gruppo guidato da una femmina anziana ed esperta. Chi sono?
Sulla fronte porta due protuberanze ossee, e i maschi ne hanno una terza al centro, sopra gli occhi. Nel Medioevo il suo nome univa quello del cammello e quello del leopardo. Quale animale è?
Un tempo viveva dal Senegal fino al nord dell'Egitto, e perfino in Marocco, dove si è estinto intorno all'anno 600 per colpa del deserto che avanzava. Quale animale è?
In swahili si chiama twiga e in afrikaans kameelperd. Nel 2016 in tutta l'Africa se ne contavano circa novantasettemila, divisi in nove sottospecie. Quale animale è?
Sono il corridore più veloce fra tutti gli animali di terra, ma la mia corsa dura appena pochi secondi. Le mie unghie restano sempre a vista, diversamente da quelle dei miei parenti felini. Chi sono?
Due strisce scure scendono dai miei occhi fino alla bocca, come lacrime dipinte. Da cucciolo avevo una piccola criniera grigia sul dorso, che ho perso crescendo. Chi sono?
Caccio quasi sempre di giorno, quando molti altri predatori dormono ancora. Se non raggiungo la mia preda in meno di un minuto, rinuncio subito: la mia corsa costa troppa energia. Chi sono?
Il mio corpo è coperto di strisce bianche e nere, e non esiste un mio simile con lo stesso identico disegno. Alla nascita ero invece striato di bianco e marrone. Chi sono?
Vivo in una piccola famiglia guidata da un solo maschio adulto, insieme a diverse femmine e ai loro piccoli. Durante le migrazioni mi unisco spesso agli gnu. Chi sono?
Il mio morso è potente e il mio calcio è abbastanza forte da abbattere un leone, ma davanti a un pericolo preferisco quasi sempre fuggire piuttosto che combattere. Chi sono?
Il suo nome europeo nasce da un errore di traduzione: qualcuno confuse la parola largo con la parola bianco. La pelle in realtà è grigia e il labbro squadrato tosa l'erba come una lama. Chi è?
Pesa quasi tremila chilogrammi e porta sul muso un corno che può arrivare a centosettanta centimetri. È il più socievole della sua famiglia e forma branchi di oltre dieci individui. Chi è?
Nel 1880 ne restavano forse venticinque esemplari, poi la protezione ha funzionato e oggi sono migliaia. Di una delle due sottospecie però sopravvivono solo due femmine, e nessun maschio. Chi è?
Il mio muso è robusto e la mia corporatura pesante mi fa sembrare quasi un toro, anche se sono un'antilope. Porto due corna ricurve e una lunga coda nera. Chi sono?
Ogni anno percorro lunghe distanze insieme a migliaia di miei simili, inseguendo la pioggia e l'erba fresca fra il Serengeti e il Masai Mara. Chi sono?
Appena nato riesco già ad alzarmi in piedi in pochi minuti, perché intorno a me si aggirano leoni, iene e licaoni pronti ad attaccare. Chi sono?
Le mie tane hanno più entrate e cunicoli che scendono oltre un metro sotto la sabbia. Il veleno di un serpente che ucciderebbe un coniglio non mi fa quasi nulla, e quello degli scorpioni non mi tocca affatto. Chi sono?
Vivo in gruppi che arrivano a trenta membri, e mentre gli altri cercano cibo io posso restare immobile sopra un termitaio a fare la guardia. Un ululato acuto basta per far correre tutti nelle tane. Chi sono?
Il mio corpo brucia energia più lentamente di quasi ogni altro mammifero della mia taglia, e resisto al sole cocente ansimando come un cane per ore. Bevo pochissima acqua. Chi sono?
Molti credono che nasconda la testa sotto la sabbia quando ha paura, ma non è vero: si accovaccia imitando un cespuglio, e se serve scappa a settanta chilometri orari. Chi sono?
Depongo l'uovo più grande fra tutti gli uccelli viventi, grande quanto venticinque uova di gallina, e lo lascio in un nido condiviso con altre femmine dello stesso gruppo. Chi sono?
Ho solo due dita per zampa, ma quella interna porta un artiglio capace di uccidere un leone con un solo calcio. Meglio non farmi arrabbiare. Chi sono?
Ho una risata che gli uomini raccontano da secoli, ma non è allegria: è paura. Il mio repertorio vocale conta almeno undici versi diversi, e il più forte si sente da cinque chilometri. Chi sono?
Vivo in un clan comandato dalle femmine, più grandi e più forti dei maschi. Non mi accontento delle carogne: cerco anche prede vive, e le inseguo finché non si sfiniscono. Chi sono?
Il mio cranio è fra i più robusti di tutti i carnivori, e il mio morso supera i quattromila newton: riesco a frantumare ossa che altri animali non riescono nemmeno a scalfire. Chi sono?
Fiumi, laghi e paludi
30 indovinelli
Peso fino a tre tonnellate e la mia pelle produce un liquido rossastro che sembra sangue ma serve a non seccarmi al sole. I miei parenti più stretti sono le balene. Chi sono?
Il mio corpo pesa poco più dell'acqua, così cammino sul fondo del fiume invece di nuotare. Da adulto resisto senza respirare fino a cinque minuti. Fuori dall'acqua corro a cinquanta chilometri orari. Chi sono?
I miei canini crescono per tutta la vita e in un caso hanno superato i sessanta centimetri. Da piccolo pesavo appena una cinquantina di chili, ma dopo un anno ne pesavo già duecentocinquanta. Chi sono?
Il mio morso è il secondo più potente in natura e le mie mascelle si chiudono in due centesimi di secondo. Però non riesco a masticare nemmeno un boccone. Chi sono?
Tengo occhi e narici nella parte più alta della testa, così vedo e respiro restando sommerso. I miei denti si sostituiscono da soli per tutta la vita. Chi sono?
Depongo fino a cento uova dal guscio molle in una buca scavata sulla riva, e sarà la temperatura del nido a decidere se nasceranno maschi o femmine. Chi sono?
Sono il roditore più grande dell'Eurasia e posso pesare più di trenta chilogrammi. Un tempo mi cacciavano per la pelliccia, per la coda e per una secrezione usata in medicina. Chi sono?
Dall'Italia ero sparito da quattrocento anni. Nel 2018 sono tornato da solo, attraversando il confine con l'Austria, e nel 2022 ho costruito la mia prima diga italiana. Chi sono?
Vivo in coppia in una zona umida di tredici ettari, mi accoppio in acqua tra gennaio e marzo e i miei piccoli nascono già coperti di pelo. Chi sono?
Ho il corpo allungato, le orecchie piccolissime e i piedi palmati, e passo la maggior parte del tempo in acqua. Se mi trovi in un fiume, quel fiume è pulito. Chi sono?
Caccio di notte e preferisco anguille e trote, ma se il cibo manca arrivo fino al mare. Per tana uso le buche che la corrente scava sulle rive. Chi sono?
In Italia mi hanno dichiarato specie a rischio nel 1977, e nel 2006 eravamo meno di settecento. Nel 2022 i miei escrementi hanno provato che sono tornato in Veneto. Chi sono?
Sono il roditore più grande del mondo e posso superare i sessanta chilogrammi. Tengo occhi, narici e orecchie in cima alla testa per restare vigile mentre nuoto. Chi sono?
Vivo in gruppi che nella stagione secca arrivano a cento individui. So dormire completamente sott'acqua, lasciando fuori solo il naso, e i miei parenti più stretti sono i porcellini d'India. Chi sono?
Il mio nome scientifico significa maiale d'acqua, ma non sono un maiale. Sul muso ho una ghiandola che strofino sulle piante per lasciare il mio odore. Chi sono?
Vivo in banchi numerosi non per cacciare insieme, ma per difendermi dai predatori. I miei denti si rinnovano uno alla volta senza sosta, e quando mi tirano fuori dall'acqua produco un suono simile a un tamburo. Chi sono?
Il cinema mi ha reso famoso come un mostro assetato di sangue, ma nella vita reale sono soprattutto uno spazzino timido: mi nutro di carcasse trascinate dalla corrente e di prede già deboli o ferite. Chi sono?
Depongo migliaia di uova in un nido scavato dal mio compagno tra le piante sommerse, e quando sono pronta a riprodurmi il rosso del mio ventre sbiadisce. Vivo nei fiumi tropicali del Sud America. Chi sono?
Sono alto quasi un metro, ho zampe e becco gialli e apro le ali per un metro e settanta. Quando volo non allungo il collo in avanti, lo ripiego a forma di esse. Chi sono?
Nidifico in colonie che possono contare mille coppie, su piattaforme di rami in cima agli alberi. Sette dei miei piccoli su dieci non arrivano a sei mesi, ma io posso vivere ventiquattro anni. Chi sono?
Cammino nelle acque basse a caccia di pesci, rane e girini, di giorno come di notte. In estate mi spingo fino alle coste norvegesi, oltre il circolo polare artico. Chi sono?
Sono grande come un passero, ho il dorso azzurro e il ventre arancione. Mi tuffo per catturare pesci, ma una membrana protegge i miei occhi sott'acqua durante l'immersione. Chi sono?
Non costruisco il nido su un albero. Scavo una lunga galleria nella riva di terra, e la mia compagna depone le uova in fondo al tunnel. Chi sono?
Posso vivere più di vent'anni, ma raramente ci riesco in natura: il freddo e la fame sono più pericolosi di qualsiasi predatore per me. Chi sono?
Nasco in un fiume, vivo per anni nell'oceano e poi torno a riprodurmi proprio dove sono nato, riconoscendo il luogo grazie all'olfatto. Durante quel viaggio smetto di mangiare del tutto. Chi sono?
Da giovane cambio nome più volte mentre cresco, poi scendo al mare di notte insieme a molti altri, sfruttando le piene di primavera. Chi sono?
Torno al fiume dove sono nato per deporre le uova nella ghiaia, e dopo la riproduzione rischio di morire. Il colore rosa della mia carne viene dai crostacei che mangio in mare. Chi sono?
Vivo solo in acqua dolce e non ho mai visto il mare, anche se risalgo la corrente per duemilaottocento chilometri. Le vertebre del mio collo non sono saldate, così giro la testa quasi di novanta gradi. Chi sono?
Nasco scuro, cresco grigio e da adulto divento rosa, ma il mio colore non viene dalla pelle: sono i vasi sanguigni che traspaiono e liberano calore quando faccio uno sforzo. Chi sono?
Al posto della pinna dorsale ho una gobba lunga e bassa, e nuoto tra i tronchi delle foreste che si allagano ogni anno in Amazzonia. Ho un becco tubolare coperto di corti peli rigidi. Chi sono?
Mari e oceani
30 indovinelli
Sono il più grande animale mai vissuto sulla Terra, eppure mangio soltanto crostacei lunghi pochi centimetri. La mia gola è così stretta che non potrei inghiottire un pallone da spiaggia. Chi sono?
Il mio cuore pesa centottanta chilogrammi e a riposo batte appena cinque volte al minuto. Quando respiro alzo una colonna di vapore che può arrivare a dodici metri. Chi sono?
Non ho denti, ma trecento lame lunghe un metro che pendono dalla mia mascella e filtrano l'acqua. Un elefante non arriva alle dimensioni della mia testa. Chi sono?
Ho un centinaio di denti tutti uguali, ma non mastico mai: inghiotto le prede intere. Trovo il cibo mandando schiocchi nell'acqua e ascoltando l'eco che ritorna. Chi sono?
Dormo tenendo sveglia metà del cervello, perché respirare per me è una decisione e non un automatismo. Ogni individuo della mia specie possiede un fischio personale. Chi sono?
Non ho olfatto e non ho orecchie esterne, ma sento il mondo con la mascella. Alcune femmine della mia specie usano una spugna marina come guanto da lavoro. Chi sono?
Ho cinque fessure sui fianchi che lasciano passare l'acqua solo se continuo a nuotare. Sul muso porto organi che avvertono il campo elettrico di una preda nascosta. Chi sono?
Quando mordo ruoto gli occhi all'indietro finché scompaiono, perché non ho una palpebra che li protegga. I miei denti superiori sono seghettati come lame. Chi sono?
Salgo dal fondo a quaranta chilometri orari e salto fuori dall'acqua con la preda in bocca. Eppure fuggo appena arriva un gruppo di orche. Chi sono?
Ho tre cuori e nessun osso, dentro o fuori. L'unica parte dura del mio corpo è un becco che apre le conchiglie. Vivo poco più di un anno. Chi sono?
Cambio colore in un istante e, se mi scoprono, sparo una nube nera che confonde anche l'olfatto. Ho otto braccia con una doppia fila di ventose. Chi sono?
Ho più geni di un essere umano e due terzi dei miei neuroni non sono nella testa. Vivo da solo, eppure imparo guardando i miei simili. Chi sono?
Nasco lunga cinque centimetri e posso arrivare a un metro e quaranta. Torno a deporre le uova sulla stessa spiaggia dove sono nata, anche dopo migliaia di chilometri. Chi sono?
Il sesso dei miei figli non lo decido io: lo decide il calore della sabbia. Le uova più in alto diventano femmine, quelle più in basso maschi. Chi sono?
Ho un guscio robusto e quattro pinne al posto delle zampe. Appena nata corro verso la luce più forte dell'orizzonte e poi nuoto per più di ventiquattro ore senza fermarmi. Chi sono?
Nuoto più veloce di ogni altro mammifero marino e nessun predatore mi insegue. La mia famiglia è guidata da una femmina anziana e ogni gruppo parla una lingua diversa. Chi sono?
Peso fino a sei tonnellate e mi lancio volontariamente sulla spiaggia per catturare i cuccioli di leone marino, poi torno in mare con decisi movimenti del corpo. Chi sono?
Creo un'onda con tutto il mio gruppo per far scivolare una foca dal ghiaccio, e in Nuova Zelanda i miei parenti ribaltano le pastinache per bloccarle. Chi sono?
Sono nato maschio, come tutti quelli della mia specie, ma nel mio gruppo sono diventato femmina. Vivo dentro un animale che punge e paralizza chiunque lo sfiori, mentre io ci dormo tranquillo. Chi sono?
Il mio corpo è arancione acceso e lo attraversano tre fasce bianche bordate di nero. Uno strato di muco mi rende immune a un veleno che fermerebbe qualunque altro abitante della barriera. Chi sono?
Il mio ospite mi protegge dai predatori, io lo ripulisco dai parassiti e allontano chi vorrebbe staccargli i tentacoli. Nessuno dei due sopravvivrebbe a lungo da solo. Chi sono?
Non ho polmoni, non ho branchie e non ho un vero cervello. Respiro lasciando passare l'ossigeno attraverso il mio corpo trasparente, e sulla mia sommità porto disegnato un quadrifoglio. Chi sono?
Le correnti mi spingono dove vogliono, perché non ho la forza di opporre resistenza. Il mio corpo è quasi tutto gelatina e sul bordo porto arpioni microscopici che scattano al contatto. Chi sono?
Da piccolo sono un polipo fissato al fondale, e non mi muovo mai. Poi mi divido in tanti dischi sovrapposti, come una pila di piatti, e ogni disco nuota via da solo. Chi sono?
Il mio corpo è chiuso in un'armatura di anelli ossei e la mia testa forma un angolo di novanta gradi con il resto. Non ho la pinna della coda, perché la coda mi serve soltanto per aggrapparmi. Chi sono?
Nella mia specie è il maschio a portare le uova dentro una tasca sul ventre e a custodirle per circa due mesi, finché i piccoli non escono già formati da un'apertura in alto. Chi sono?
Passo le giornate immobile, ancorato a un sostegno sul fondo sabbioso, in attesa che la corrente mi porti il cibo. Mangio crostacei minuscoli con un muso lungo che finisce in una bocca piccolissima. Chi sono?
Il mio scheletro è tutto di cartilagine e il mio corpo forma un rombo largo più di sei metri. Non inseguo nessuna preda e non ho pungiglioni, eppure sono uno dei pesci più grandi del mondo. Chi sono?
Nuoto a bocca spalancata e tengo aperte due appendici mobili ai lati del capo per convogliare il cibo. Quando le arrotolo sembrano corna, e proprio da quelle deriva il mio nome scientifico. Chi sono?
Sul mio ventre bianco porto macchie scure disposte in un modo che non si ripete in nessun altro individuo. Gli studiosi le usano come impronte digitali per distinguermi dai miei simili. Chi sono?
Abissi e mari profondi
30 indovinelli
La mia testa occupa un terzo del corpo ed è piena di una cera che nessuno sa bene a che cosa serva. Scendo a duemila metri e resto in apnea per due ore. Chi sono?
Ho il cervello più grande del regno animale, ma i miei occhi sono piccoli e non ruotano. Ascolto l'eco dei miei schiocchi con la mandibola. Chi sono?
Dormo in verticale con la testa rivolta verso l'alto, come un pallone legato a una corda invisibile. I denti li ho solo nella mascella di sotto. Chi sono?
Ho dieci braccia, ma due sono molto più lunghe delle altre e scattano in avanti per afferrare la preda. Vivo nel buio, a centinaia di metri di profondità. Chi sono?
Nessuno mi aveva mai fotografato vivo nel mio ambiente fino al duemilaquattro. Per trovarmi i ricercatori hanno seguito il mio più grande predatore, che si immerge dove vivo io. Chi sono?
Le leggende sul kraken che affondava le navi sono nate probabilmente guardando me. Ho un becco potente e una lingua coperta di piccoli denti con cui riduco in pezzi le prede. Chi sono?
Dalla mia fronte spunta un'antenna mobile con la punta luminosa. La uso come esca per attirare le prede fin sotto la mia bocca, dove le mandibole si spalancano di colpo. Chi sono?
Vivo dove la luce del sole non scende mai, fino a quattromilacinquecento metri sotto la superficie. Il mio stomaco è elastico e posso inghiottire un animale lungo quattro volte me. Chi sono?
Nella mia specie i maschi non superano i tre centimetri e le femmine ne misurano diciotto. Nessuno sa ancora con certezza se il maschio resti attaccato per sempre oppure si stacchi. Chi sono?
Da una zampa all'altra misuro quattro metri, ma il mio corpo non arriva a quaranta centimetri. Cammino sui fondali sabbiosi del Pacifico e posso vivere cento anni. Chi sono?
Sono il più grande artropode vivente e l'unica specie ancora esistente del mio genere: tutti i miei parenti sono conosciuti soltanto come fossili, e per questo mi chiamano fossile vivente. Chi sono?
Se sono un maschio le mie due chele diventano più lunghe delle zampe e da aperte raggiungono tre metri, eppure ho un carattere mite e vivo tranquillo negli acquari. Chi sono?
La mia casa è divisa in camere e io abito soltanto l'ultima. Riempiendole di liquido o svuotandole salgo e scendo nell'acqua, come fa un sottomarino. Chi sono?
I miei occhi non hanno cristallino: sono soltanto un foro, come in una macchina fotografica primitiva. Al posto delle braccia ho circa novanta filamenti senza ventose. Chi sono?
La mia conchiglia è fatta di madreperla e viene raccolta per farne gioielli. Se scendo sotto i seicento metri implode per la pressione, quindi resto più in alto. Chi sono?
I miei denti sono così lunghi che non riesco a chiudere la bocca. Dentro quella bocca ho trecentocinquanta piccole luci, e le accendo perché qualcuno si avvicini abbastanza da finirci dentro. Chi sono?
Di giorno resto a tremila metri sotto la superficie, di notte salgo a nuotare quasi in cima. La mia mascella si sgancia e mi permette di ingoiare qualcosa lungo più della metà di me. Chi sono?
Sono lungo meno di un braccio, eppure vivo in più di un quarto delle acque del pianeta. Ho luci sul ventre che regolo per cancellare la mia ombra a chi mi guarda dal basso. Chi sono?
Ho un lungo rostro piatto pieno di sensori che percepiscono l'elettricità dei corpi vivi. Quando trovo una preda le mie mascelle scattano in avanti, fuori dalla bocca, e la risucchiano. Chi sono?
Sono rosa, ma non per via di un colore: la mia pelle è quasi trasparente e lascia vedere il sangue che scorre sotto. Un quarto del mio peso è fegato. Chi sono?
Il mio nome giapponese ricorda un folletto dal naso lunghissimo. Vivo oltre i duecento metri di profondità, vicino al fondale, e gli studiosi mi incontrano così di rado da sapere quasi nulla di me. Chi sono?
Ho i miei parenti sotto i sassi del giardino, e nessuno di loro supera i cinque centimetri. Io ne misuro trentacinque, perché nelle acque fredde e profonde si cresce molto di più. Chi sono?
Ho due occhi triangolari agli angoli opposti della testa, e ognuno è fatto di più di quattromila piccole lenti. Dietro di essi uno strato riflettente li fa sembrare accesi. Chi sono?
Non caccio nessuno. Cammino sul fondo del mare a duemila metri e aspetto che cada qualcosa dall'alto. I miei piccoli nascono già identici a me, solo in miniatura. Chi sono?
Non ho bocca, non ho stomaco e non ho intestino, eppure supero i due metri. Dentro di me vivono miliardi di batteri che fabbricano il mio cibo partendo da un veleno. Chi sono?
Vivo dentro un tubo che costruisco io stesso e non mi sposto mai. Dalla cima sporge un pennacchio rosso, e se qualcosa lo tocca lo ritiro e chiudo l'apertura come un tappo. Chi sono?
Nessuno sapeva che esistessi fino al 1977. Vivo a millecinquecento metri sotto la superficie, attaccato a sorgenti bollenti, e non ho mai visto la luce del Sole. Chi sono?
Il mio corpo pesa appena meno dell'acqua che mi circonda, così galleggio sul fondale senza muovere una pinna. Non nuoto, non inseguo nulla e non ho quasi muscoli. Chi sono?
Sono stato votato l'animale più brutto del mondo, ma quella faccia cadente non è la mia: è il risultato della risalita dai milleduecento metri in cui vivo. Chi sono?
Vivo dove la pressione è centoventi volte quella della superficie, al largo dell'Australia meridionale. La sacca di gas che tiene sospesi gli altri lì non funziona, e io ne faccio a meno. Chi sono?
Foreste tropicali e giungla
30 indovinelli
Sono il più grande felino del mondo e non ho nemici in natura, a parte l'uomo. I miei canini arrivano a dieci centimetri e nessun altro felino li ha più lunghi. Le mie righe servono a sparire. Chi sono?
Vivo tanto nelle mangrovie del delta del Gange quanto nelle foreste ghiacciate della Siberia. Un osso della gola solo in parte ossificato mi permette di ruggire. Nel Novecento tre dei miei gruppi sono spariti per sempre. Chi sono?
A volte nasco bianco con le righe scure, ma non sono albino: è un gene raro, e in natura capita una volta su diecimila. Il mio nome viene da una parola antica che significa saetta. Chi sono?
Peso più di due quintali, eppure mangio soltanto foglie. Ogni sera piego rami ed erba per costruirmi un letto nuovo, quasi sempre sul terreno. Vivo in famiglia, sui pendii dei vulcani africani. Chi sono?
Quando invecchio i peli della mia schiena diventano bianchi, e per questo mi chiamano con un nome che parla di metallo. Se qualcuno minaccia il mio gruppo, carico e mi batto il petto. Chi sono?
Mia madre mi ha portato in braccio per anni e mi ha allattato fino a tre anni e mezzo. Nella mia specie nasce un piccolo soltanto ogni tre o quattro anni. Chi sono?
Vivo su una sola isola del mondo e passo la vita sospeso fra i rami. Ho quattro arti che afferrano come mani, perché anche i miei piedi hanno un dito opponibile. Chi sono?
Il mio pelo rosso e lungo sulle spalle fa da mantello contro la pioggia. Da maschio adulto mi crescono guance larghe e carnose e una sacca sulla gola che rende il mio richiamo enorme. Chi sono?
Ricordo in quale mese matura ogni albero da frutto della mia foresta, perché me lo ha insegnato mia madre nei sette anni passati insieme. Ogni sera mi costruisco un letto nuovo fra le fronde. Chi sono?
Dormo fino a diciotto ore al giorno e passo il resto del tempo appeso a testa in giù. I miei organi sono legati alle costole per non schiacciarmi i polmoni. Sulla mia pelliccia cresce un giardino di alghe verdi. Chi sono?
Non ho incisivi e non ho canini. Scendo dal mio albero una sola volta ogni otto giorni, e nessuno scienziato sa dire con certezza perché lo faccia. Chi sono?
Nella mia pelliccia vivono alghe, funghi e una falena che depone le uova nel mio sterco. Sono un intero ecosistema che si sposta, molto lentamente. Chi sono?
Non inseguo mai la mia preda: la aspetto, poi salto fuori dal suo punto cieco. Mordo il cranio fra le orecchie e tutto finisce in un istante. Vivo nelle foreste delle Americhe. Chi sono?
Il mio mantello è coperto di anelli scuri che racchiudono piccoli punti neri. Nuoto volentieri, caccio caimani e riesco a trascinare una carcassa su un albero. Ho la coda più corta fra i grandi felini. Chi sono?
Il mio nome viene da una parola indigena che significa bestia che abbatte la preda con un balzo. A volte nasco tutto nero e mi scambiano per una pantera. Chi sono?
Il mio becco è lungo quasi un terzo di me, arancione con la punta nera, ma dentro è pieno di sacche d'aria e si rompe con facilità. Serve più a spaventare che a colpire. Chi sono?
Dormo in sei dentro il tronco cavo di un albero. Giro la testa di lato, appoggio il becco sul dorso e ripiego la coda, finché non divento una palla di piume. Chi sono?
Vivo nelle foreste del Sudamerica in famiglie di dieci o dodici. La mia voce monotona arriva a un chilometro di distanza e per corteggiare lancio una bacca. Chi sono?
Sono uno dei pappagalli più grandi del mondo e metà della mia lunghezza è coda. Il mio piumaggio è rosso, con il giallo sulle ali e il blu sul dorso. Scelgo un compagno per tutta la vita. Chi sono?
Volo sopra la volta della foresta e il mio grido si sente a chilometri di distanza. Mi ritrovo con i miei simili sulle pareti di argilla dei fiumi. Posso vivere fino a novant'anni. Chi sono?
Depongo due o tre uova bianche dentro il tronco cavo di un albero e le covo per cinque settimane. I miei piccoli restano nel nido tre mesi e con me un anno intero. Chi sono?
Non fabbrico il mio veleno: lo prendo dalle formiche e dagli acari che mangio. I miei colori accesi non servono a nascondermi, servono ad avvertire chi pensa di mordermi. Chi sono?
Sto quasi sempre a terra, nelle foreste umide del Sud America. Di me esistono più di trenta versioni di colore diverse, e una è così azzurra che per anni gli scienziati la considerarono una specie a parte. Chi sono?
Peso otto grammi e sto nel palmo di una mano, ma chi mi tiene troppo a lungo rischia di sentirsi il braccio intorpidito. I miei piccoli crescono nelle pozze degli alberi caduti. Chi sono?
Non ho un solo dente in bocca, eppure mangio trentamila insetti al giorno. La mia lingua è lunga sessanta centimetri e si muove quasi tre volte al secondo. Chi sono?
Cammino sulle nocche come i gorilla per non rovinare i miei artigli. Il mio nome scientifico dice che ho tre dita, ma ne ho cinque per zampa. Chi sono?
Dormo avvolto nella mia coda come in una coperta. Non produco acidi nello stomaco e digerisco grazie a quello che c'è dentro le mie prede. Chi sono?
Ho le strisce sulle zampe come una zebra, ma la mia parente più stretta è l'animale più alto del mondo. Vivo soltanto nelle foreste di un Paese dell'Africa centrale, e a lungo gli europei mi chiamarono unicorno. Chi sono?
La mia lingua nera è lunga quarantacinque centimetri e la uso anche per pulirmi le orecchie e gli occhi. Mangio oltre cento piante diverse, alcune velenose per gli esseri umani. Chi sono?
Aspetto quasi quindici mesi prima che nasca il mio unico piccolo, e poi lo nascondo nel folto della foresta. Sono l'animale nazionale della Repubblica Democratica del Congo. Chi sono?
Rettili e anfibi
30 indovinelli
Sono la lucertola più grande del mondo e vivo su cinque isole soltanto. Nella mia mascella inferiore ci sono due ghiandole che producono veleno, ma per anni si è creduto che uccidessi con i batteri. Chi sono?
Da piccolo vivo sugli alberi per tre anni, perché gli adulti della mia specie mi mangerebbero. Riesco a fiutare una carcassa a nove chilometri di distanza. Chi sono?
In un solo pasto mangio l'ottanta per cento del mio peso, poi mi sdraio al sole per digerire. Alcune femmine della mia specie hanno avuto figli senza incontrare un maschio. Chi sono?
Sono il serpente velenoso più lungo del mondo e mangio soprattutto altri serpenti, anche pitoni più lunghi di tre metri. Li ingoio sempre partendo dalla testa. Chi sono?
Il mio veleno non è il più potente, ma ne inietto più di sette millilitri in un morso. Sono l'unico serpente che si costruisce un nido di foglie per le uova. Chi sono?
Quando mi sento minacciato sollevo il corpo per più di un metro, allargo la pelle del collo e sibilo. Poi posso inseguirti restando sollevato. Chi sono?
Sono il serpente più lungo del mondo, sei metri di media, ma non il più pesante. Il mio corpo è dorato e coperto da un disegno nero che sembra una rete. Chi sono?
Lungo le mie labbra si aprono fossette che sentono il calore. Nel buio più fitto so dove si trova un topo senza vederlo e senza annusarlo. Chi sono?
Vivo nelle foreste umide dell'Asia, nuoto e mi arrampico, ma resto quasi sempre vicino alla tana. Depongo fino a settanta uova dentro un tronco cavo. Chi sono?
Sono il serpente più pesante del mondo, ma non il più lungo. Ho gli occhi in cima alla testa per spiare la riva restando sott'acqua. Non ho veleno: stringo. Chi sono?
Il mio nome scientifico dice che mangio topi, ma posso ingoiare un capibara. Vivo nelle paludi a est delle Ande e conservo due minuscole zampe posteriori che non uso più. Chi sono?
Nessun museo possiede un mio esemplare di dodici metri, eppure tutti ne parlano. Non depongo uova: partorisco fino a cento piccoli vivi, e poi li lascio andare. Chi sono?
La mia pelle cambia colore all'improvviso, secondo la temperatura e il luogo in cui mi trovo. Di notte divento più chiaro, di giorno torno verde come il cespuglio. Chi sono?
Ho una coda che si arrotola ai rami come una quinta zampa e dita riunite in due artigli che stringono come pinze. Resto immobile per ore. Chi sono?
Punto la preda da lontano, poi la catturo con la lingua vischiosa e la ingoio intera. Le mie uova aspettano tutto l'inverno prima di schiudersi. Chi sono?
Sono nero come la lava su cui mi scaldo. Quando la marea scende entro in mare e strappo le alghe dagli scogli, aggrappato alla roccia per non essere travolto. Chi sono?
Vivo soltanto su un arcipelago vulcanico e sono l'unico sauro del mondo che si nutre in mare. Mi immergo per dieci minuti, poi torno a riva a riscaldarmi. Chi sono?
Ho una cresta che corre dal collo alla coda e una coda piatta che uso come un remo. I granchi rossi mi camminano addosso e mi ripuliscono dalle zecche. Chi sono?
Porto sulla schiena una corazza lunga un metro e mezzo e posso pesare trecento chili. Nelle isole secche il mio guscio si apre davanti per lasciare libero il collo. Chi sono?
Posso vivere più di centocinquanta anni, e chi mi ha visto da piccolo di solito non c'è più quando divento vecchio. Vivo su sei isole di un arcipelago vulcanico. Chi sono?
Uno dei miei parenti più stretti si chiamava George: era l'ultimo della sua specie ed è morto nel duemiladodici. Vivo su isole di lava e all'arcipelago ho dato il nome. Chi sono?
Cammino sui soffitti a testa in giù grazie a lamelle nascoste sotto le dita. Non ho palpebre e la mia pupilla è una fessura verticale. Vivo sui muri del Mediterraneo. Chi sono?
Se mi afferri per la coda me ne libero e scappo. Quella nuova ricresce liscia, senza le punte ruvide dell'originale. In una notte posso mangiare duecento zanzare. Chi sono?
Sono il più grande della mia famiglia in Europa, eppure sto in una mano. Aspetto sotto i lampioni che gli insetti arrivino, e qualche volta all'anno mi mangio la mia vecchia pelle. Chi sono?
Sono nero con grandi macchie gialle, e quei colori sono un cartello di pericolo. La mia pelle produce un muco che brucia le mucose di chi prova a mangiarmi. Chi sono?
Per secoli hanno raccontato che vivessi dentro le fiamme. È il contrario: la mia pelle umida teme il calore più di tutto. Esco solo di notte o sotto la pioggia. Chi sono?
Non depongo uova. Tengo i piccoli dentro di me e li libero già formati in un ruscello freddo e pulito. Di giorno mi nascondo sotto una pietra. Chi sono?
Sono una salamandra che non cresce mai davvero: resto larva per tutta la vita, con le branchie piumose intorno alla testa. Vivo in un solo lago messicano. Chi sono?
Se perdo una zampa me la faccio ricrescere. Posso rifare anche i polmoni e pezzi di cervello, e non mi resta neanche la cicatrice. Chi sono?
Nei laboratori e negli acquari siamo migliaia, nel lago dove siamo nati quasi nessuno. Non mastico il cibo, lo risucchio insieme all'acqua aiutandomi con le branchie. Chi sono?
Uccelli straordinari
30 indovinelli
Non nasco del colore per cui sono famoso: me lo do da solo, mangiando. Filtro il fango con un becco ricurvo, tenendo la testa capovolta. Chi sono?
Dormo in piedi su una zampa sola e nessuno sa spiegare del tutto perché. Vivo in colonie di migliaia di individui e depongo un solo uovo. Chi sono?
Nutro il mio piccolo con un liquido rosso che produco dentro il corpo. Prima di accoppiarmi ballo insieme a decine di altri, muovendo la testa tutti nello stesso istante. Chi sono?
Peso meno di due grammi e sono l'uccello più piccolo del pianeta. Le mie ali battono fino a duecento volte al secondo e resto fermo a mezz'aria mentre bevo il nettare. Chi sono?
Vivo soltanto su una grande isola dei Caraibi. In un giorno visito millecinquecento fiori e mangio metà del mio peso. Le mie uova sono grandi come chicchi di caffè. Chi sono?
Il mio nido misura due centimetri e mezzo ed è fatto di ragnatele, corteccia e licheni. Qualcuno mi ha definito il più piccolo dinosauro ancora vivente. Chi sono?
Le penne che apro a ventaglio non sono la mia coda, ma copritrici lunghe fino a due metri. La coda vera è corta, quadrata e resta nascosta dietro. Chi sono?
Vengo dalle foreste dell'India e cammino quasi sempre, però so raggiungere il tetto di una casa di tre piani. Ogni mia penna finisce con una macchia a forma di occhio. Chi sono?
Nel mito greco le mie macchie sono gli occhi di un gigante che ne aveva cento. Nel Medioevo ero simbolo di immortalità e di cielo stellato. Chi sono?
Le mie ali sono le più lunghe fra tutti gli uccelli viventi e nel millenovecentosessantacinque un esemplare arrivò a trecentosessantatré centimetri. Passo quasi tutta la vita in mare aperto. Chi sono?
Depongo un solo uovo ogni due anni, lungo diciotto centimetri, su un'isola sperduta dell'emisfero australe. La cova dura tre mesi e mi alterno con il mio compagno. Chi sono?
A volte mangio così tanto che non riesco più a decollare e devo restare a galleggiare sull'acqua. I marinai credevano che dormissi in volo senza mai fermarmi. Chi sono?
Il mio nome italiano più diffuso dice che sono senza piume in testa, ma è una traduzione sbagliata: la mia testa è coperta di piume bianchissime. Chi sono?
Pesco soprattutto salmoni, apro le ali fino a due metri e trenta e dal duemilaventiquattro sono l'uccello nazionale ufficiale degli Stati Uniti d'America. Le femmine della mia specie sono più grandi dei maschi. Chi sono?
Il mio verso non è il grido potente che molti immaginano: sono cinguettii, fischi e schiamazzi acuti. Nel millenovecentoventi ero quasi scomparso, oggi siamo di nuovo centocinquantamila. Chi sono?
Sotto il mio becco porto una sacca di pelle gialla che uso come una rete. Prima di ingoiare il pesce lascio uscire l'acqua da una fessura. Apro le ali per tre metri e sessanta. Chi sono?
Peso fino a quindici chilogrammi e volo lo stesso, in formazione ordinata con i miei simili. Il mio volto è nudo e rosato, il becco lungo quasi mezzo metro. Chi sono?
In sei o otto ci disponiamo sull'acqua a ferro di cavallo, immergiamo i becchi e battiamo le ali per spingere i pesci verso il centro. Poi li raccogliamo tutti insieme. Chi siamo?
Per volare dall'Europa all'Africa faccio un lungo giro ed evito il mare aperto, perché sopra l'acqua non trovo le correnti calde che mi tengono su. Chi sono?
Sono quasi muto, ma nella stagione degli amori faccio un rumore secco battendo insieme le due metà del becco. Il mio nido è largo più di un metro e sta sui tetti. Chi sono?
Una vecchia leggenda dice che io porti i neonati alle famiglie. In Italia ero sparito dal Seicento e sono tornato a nidificare soltanto pochi decenni fa. Chi sono?
Sono bianco, peso più di dieci chili e per volare devo correre sull'acqua. Gli inglesi mi chiamano muto, ma quando gonfio le ali e soffio conviene allontanarsi. Chi sono?
Sopra il mio becco arancione cresce una protuberanza nera che diventa più grande nella stagione dei nidi. Non ho denti, ma posso pizzicarti le dita. Chi sono?
Costruisco in acqua bassa una piattaforma di rami e giunchi alta più di mezzo metro. I miei piccoli nascono grigi e a volte viaggiano sul mio dorso. Chi sono?
Porto sulla nuca un ciuffo di piume dorate rigide come una corona. Le mie guance sono bianche e nude, con una macchia rossa dietro l'occhio. Sono l'uccello simbolo dell'Uganda. Chi sono?
Sono l'unica insieme a una mia parente stretta a poter dormire sui rami, perché ho conservato un dito capace di afferrare che le altre hanno perso. Chi sono?
Cammino battendo i piedi per far scappare gli insetti dall'erba, ballo con inchini e salti in ogni stagione, e il mio verso ricorda un miagolio lontano. Chi sono?
Sono nero come la pece, con riflessi blu quando il sole mi colpisce. Ho il cervello più grande, in proporzione al corpo, di qualunque altro uccello. Chi sono?
Scavo buche finte e le riempio di sassi per ingannare chi mi spia mentre nascondo il cibo. So imitare la voce umana dopo averla sentita una volta sola. Chi sono?
Chiamo lupi e coyote perché aprano al posto mio le carcasse troppo dure. Vivo dalle aree semidesertiche del Nordafrica alle vette dell'Himalaya, ed evito soltanto la foresta pluviale. Chi sono?
Boschi e campagne d'Italia
30 indovinelli
Corro a settanta chilometri all'ora e posso mantenere i sessanta per venti minuti. Le mie mascelle stringono quasi il doppio di quelle di un pastore tedesco. Chi sono?
Il mio gruppo non è un esercito con un capo, ma una famiglia che conta da cinque a undici individui. Dormo all'aperto a quaranta gradi sotto zero. Chi sono?
Circa quindicimila anni fa la mia specie e quella dell'animale che oggi dorme sul divano di casa tua si sono separate dallo stesso antenato. Chi sono?
Ho la coda folta con la punta bianca e le orecchie triangolari che ruotano da sole. Sento un topo muoversi sotto l'erba, salto in alto e gli ricado sopra. Chi sono?
Non faccio un solo magazzino: nascondo il cibo in decine di buche diverse, così se qualcuno ne scopre una il resto resta al sicuro. Chi sono?
Vivo dal circolo polare artico al Nord Africa e sono il carnivoro con l'areale più vasto. Le mie ghiandole odorose ricordano quelle delle puzzole. Chi sono?
Ho quarantaquattro denti, ma quattro crescono per tutta la vita e si affilano da soli sfregando l'uno contro l'altro. Scavo il terreno con una punta di cartilagine piena di nervi. Chi sono?
Appena mi sveglio mi rotolo nel fango, e se non trovo una pozza me la costruisco da solo. Poi mi gratto contro un tronco per togliermi la crosta secca. Chi sono?
Il mio branco è guidato dalla femmina più anziana e conta una ventina di adulti con i piccoli. I miei figli nascono a strisce e ognuno ha un disegno diverso. Chi sono?
Porto sul dorso fino a seimila peli trasformati in punte cave, e ognuno ha il suo muscolo. Quando mi spavento divento una palla e nessuno riesce ad aprirmi. Chi sono?
Da ottobre ad aprile dormo, e il mio cuore rallenta da centonovanta battiti al minuto a venti. Se in autunno non ho accumulato abbastanza grasso, non mi risveglio. Chi sono?
Di notte percorro fino a tre chilometri in cerca di lombrichi e lumache. La mia corazza ferma quasi tutti, ma non le volpi e nemmeno le automobili. Chi sono?
Ho una coda lunga quasi quanto il corpo. Mi fa da bilanciere quando salto fra i rami, da coperta quando dormo e da bandiera quando corteggio. Chi sono?
Peso poco più di trecento grammi e non vado in letargo. Resto sveglio tutto l'inverno, e sopravvivo solo se in autunno ho trovato semi a sufficienza. Chi sono?
Il mio nome greco significa che si fa ombra, perché gli antichi credevano che usassi la coda come parasole. In Italia una specie arrivata dall'America mi sta togliendo il bosco. Chi sono?
Ogni anno perdo le armi che ho sulla testa e ne costruisco di nuove in quattro mesi. Sono osso vivo, e mentre crescono restano coperte di velluto. Chi sono?
In autunno lancio un verso fra il muggito e il ruggito. Chi mi ascolta capisce quanto sono grosso, e spesso se ne va senza nemmeno provare a combattere. Chi sono?
Peso oltre due quintali, eppure corro a sessanta chilometri orari e salto ostacoli alti due metri. I miei piccoli nascono a macchie bianche e senza odore. Chi sono?
Il mio volo è il più silenzioso fra tutti gli uccelli: la preda non mi sente arrivare. Le ali aperte misurano quasi un metro, ma peso quanto una mela grande. Chi sono?
Mangio circa tre topi ogni notte e per questo i contadini mi costruiscono una cassetta per il nido nel fienile. Il mio nome italiano significa zio Giovanni. Chi sono?
Sono pallido e attraverso la notte senza fare rumore. Per questo in Friuli e a Siracusa si diceva che il mio grido annunciasse una morte. Chi sono?
Ogni anno percorro undicimila chilometri fra l'Europa e l'Africa, e volo sempre di giorno, quasi rasente ai campi. Mangio mentre volo e costruisco con il fango una coppa aperta sotto il tetto di una stalla. Chi sono?
Ho la gola rossa, il dorso quasi nero e una coda divisa in due lunghe punte. In Italia arrivo intorno al ventuno marzo e riparto ai primi di ottobre. Chi sono?
Sono l'animale nazionale di un piccolo paese del nord Europa, dove rappresento il cielo azzurro. Mangio zanzare e mosche catturandole in volo, e nel mondo siamo ancora duecento milioni. Chi sono?
Batto il becco contro il legno fino a sedici volte al secondo, e non mi fa male: la mia mandibola superiore è più morbida di quella inferiore e assorbe il colpo. Chi sono?
Sono bianco e nero con una macchia rossa sotto la coda. Salgo i tronchi con due dita avanti e due indietro, e mi appoggio sulle penne rigide della mia coda. Chi sono?
Scavo nel tronco fino a dieci centimetri di profondità, poi allungo una lingua appiccicosa di quattro centimetri per afferrare la larva. L'osso che la sostiene mi gira attorno al cranio. Chi sono?
Porto una mascherina nera su una faccia bianca e scavo gallerie che la mia famiglia usa da generazioni. Una sola delle nostre case aveva centosettantotto ingressi e cinquanta camere. Chi sono?
Appartengo all'ordine dei carnivori, ma in primavera mangio soprattutto lombrichi e in autunno ghiande. Divoro i nidi di vespe senza curarmi delle punture, protetto dal pelo folto. Chi sono?
Esco solo di notte e dormo sottoterra, in una camera foderata di foglie secche e muschio che ripulisco con cura. In estate peso sette chili, in autunno anche diciassette. Chi sono?
Fattoria e amici di casa
30 indovinelli
Sono il primo animale che l'uomo abbia addomesticato, più di trentamila anni fa. Discendo dal lupo grigio, ma tra i miei simili c'è chi pesa mezzo chilo e chi centoquaranta. Chi sono?
Il mio naso è la mia arma migliore: distingue una molecola in mezzo a milioni, e le sue pieghe sono uniche come le vostre impronte digitali. Sudo soltanto da lì e dalle zampe. Chi sono?
Nella grotta Chauvet le mie orme corrono accanto a quelle di un bambino da ventottomila anni. Nel duemiladieci alcuni ricercatori hanno dimostrato che con l'olfatto posso riconoscere un tumore. Chi sono?
Salto fino a cinque volte la mia altezza e corro cento metri in sette secondi, ma mi stanco subito. Le mie spalle si muovono libere perché la clavicola è attaccata solo da un legamento. Chi sono?
Il mio orecchio arriva a cinquantamila hertz, più del doppio del vostro. Ho duecento milioni di terminazioni olfattive e uno strato riflettente dietro la retina che mi lascia vedere quasi al buio. Chi sono?
Ho un osso della gola così rigido che posso fare le fusa ma non ruggire. Il mio intestino è corto e mi costringe a fare fino a sedici pasti piccoli al giorno. Chi sono?
Cammino su un dito solo, il medio, e degli altri non mi resta quasi nulla. Cinquantacinque milioni di anni fa il mio antenato era alto trenta centimetri e viveva nella foresta. Chi sono?
Il mio stomaco contiene quindici litri, ma il mio intestino cieco ne contiene trentacinque. Chi mi guarda in bocca sa dire quanti anni ho, perché i miei denti si consumano con il tempo. Chi sono?
Sono stato addomesticato nelle steppe dell'Asia cinquemila anni prima di Cristo. In America ero scomparso da diecimila anni e ci sono tornato soltanto con le navi di Colombo. Chi sono?
Nella mascella di sopra non ho un solo incisivo: al loro posto porto una placca dura. Ho quattro stomaci e mastico due volte lo stesso boccone. Chi sono?
Discendo da un animale selvatico scomparso dalle foreste polacche quattro secoli fa. Ho tredici paia di costole, una in meno del bisonte, e sulla fronte posso portare corna cave. Chi sono?
Dicono che il rosso mi faccia infuriare, ma è una leggenda. È vero però che riesco a distinguerlo, ed è uno dei pochi colori che i miei occhi riconoscono. Chi sono?
I miei incisivi crescono solo nella mandibola e raccontano la mia età: otto da latte alla nascita, otto definitivi a quattro anni. Vivo in gruppo e porto addosso un vello che scalda. Chi sono?
Sono timido, ma ho buona memoria e imparo in fretta. Ho le corna cave, un numero pari di dita e rumino l'erba. Chi mi alleva ricava dal mio vello una fibra tessile antichissima. Chi sono?
Misurarmi è complicato finché non mi tosano, perché quello che porto addosso falsa i numeri. Vivo in gregge e un cane mi tiene in riga. Posso arrivare a diciannove anni. Chi sono?
Appartengo alla stessa specie di un animale selvatico dei boschi europei e posso avere figli con lui. Il mio muso mobile è fatto apposta per frugare nella terra e trovare da mangiare. Chi sono?
La mia gestazione dura tre mesi, tre settimane e tre giorni. Nasco poco più grande di un ratto e ho dieci o dodici fratelli che poppano insieme a me. Chi sono?
Il mio colore più famoso non è un colore vero: è pelle senza pigmento. Ho la coda a ricciolo e due zoccoli che si allargano per non sprofondare nel fango. Chi sono?
Non ho un solo dente, così ingoio sassolini che restano nel mio stomaco e macinano il cibo al posto mio. Volo appena, quanto basta per superare un recinto. Chi sono?
Nel mio gruppo esiste un ordine preciso che decide chi mangia per prima. Se qualcuno se ne va, l'ordine salta e bisogna ricominciare tutto da capo. Chi sono?
Preferisco deporre dove qualcun altro ha già deposto, e a volte sposto nel mio nido le uova delle vicine. Ventuno giorni di calore e nascono i piccoli. Chi sono?
Ho cento milioni di cellule olfattive, più del triplo di un essere umano, ma proprio davanti al muso c'è un punto in cui non vedo assolutamente nulla. Chi sono?
Mangio due volte lo stesso cibo, perché una parte del nutrimento riesco a recuperarla solo al secondo passaggio. Vivo sottoterra, in colonie che possono contare centinaia di individui. Chi sono?
In Australia eravamo ventiquattro nel milleottocentocinquantanove. Meno di un secolo dopo eravamo seicento milioni, e siamo finiti nella lista delle cento specie più dannose del pianeta. Chi sono?
Porto carichi pesanti su sentieri dove i carri non passano, e mi accontento di poco cibo. Mi chiamano testardo, ma sono solo prudente: se una cosa mi sembra pericolosa, non la faccio. Chi sono?
Ho sessantadue cromosomi e il cavallo ne ha sessantaquattro. Se ci incrociamo nasce un figlio robustissimo con sessantatré cromosomi, che però non potrà mai avere figli suoi. Chi sono?
Trasportavo merci in Medio Oriente tremila anni prima di Cristo, molto prima del dromedario. Ho orecchie lunghe, una croce nera sulla schiena e un verso che si chiama raglio. Chi sono?
Le mie pupille non sono tonde ma orizzontali, e mi servono per giudicare le distanze fra le rocce. Ho quattro stomaci e la coda sempre rivolta verso l'alto. Chi sono?
L'uomo mi alleva da undicimila anni, e prima di me aveva addomesticato solo il cane. Dal mio latte si ricavano formaggi famosi e un burro che resta sempre bianco. Chi sono?
Mangio quasi qualsiasi pianta e sopravvivo dove altri animali da allevamento non resistono. Proprio per questo, sulle isole dove l'uomo mi ha portato, sono finita nella lista delle cento specie più dannose. Chi sono?
Montagne e alta quota
30 indovinelli
Le mie ali aperte superano i due metri. Costruisco fino a dieci nidi nello stesso territorio e ogni anno scelgo il migliore, sempre più in basso dei luoghi in cui caccio. Chi sono?
Sono quasi sempre silenzioso, tranne quando ho i piccoli: allora uso nove richiami diversi. Per difendere i confini non grido, faccio un volo ondeggiante che tutti capiscono. Chi sono?
Si racconta che io sollevi agnelli e perfino bambini, ma è una leggenda: non porto più di un chilo e mezzo. Le tartarughe però le lascio cadere sulle rocce. Chi sono?
Porto sulla testa due corna ricurve piene di nodi, e ogni novembre la loro crescita si ferma lasciando un anello. Chi mi guarda può contare gli inverni che ho vissuto. Chi sono?
Nell'Ottocento eravamo rimasti in meno di cento, tutti nella stessa valle. Oggi siamo più di cinquantamila su tutte le Alpi, e discendiamo tutti da quel piccolo gruppo. Chi sono?
Vivo sulle rocce vicino alle nevi, mangio fino a quindici chili di erba al giorno e vado matto per il sale. Bevo pochissimo e mi accontento della rugiada. Chi sono?
Dormo da ottobre ad aprile in fondo a una galleria che ho chiuso da dentro. Il mio cuore rallenta e la mia temperatura scende da trentotto gradi a quattro. Chi sono?
Il mio segnale di allarme sembra un fischio, ma esce dalla gola a bocca aperta. Uno solo significa pericolo dal cielo, tanti di fila pericolo di lato. Chi sono?
Peso tre chili e mezzo in primavera e sei e mezzo a fine estate, perché tutto quel grasso mi servirà per l'inverno. Non bevo mai dai ruscelli. Chi sono?
Le mie due dita si allargano sulla neve come una racchetta, e il bordo del mio zoccolo è duro e affilato per agganciare la roccia. Il mio cuore batte duecento volte al minuto mentre salgo. Chi sono?
Porto due corna nere a uncino che non cadono mai, e ogni anno vi si aggiunge un anello: chi li conta scopre la mia età. D'inverno divento quasi nero per catturare il sole. Chi sono?
Non ho incisivi in alto e strappo l'erba contro un cuscinetto duro. D'inverno scavo la neve con gli zoccoli per raggiungerla secca. Sono il più piccolo parente delle capre di montagna. Chi sono?
Prima dell'inverno metto su più di centottanta chili di grasso, poi mi infilo in una grotta o in un tronco cavo. Il mio sonno però resta leggero e mi sveglio in fretta. Chi sono?
Ho artigli che non si ritraggono e una gobba di muscoli sulle spalle: mi servono per scavare, non per arrampicarmi. Da adulto sono troppo pesante per salire su un albero. Chi sono?
In una sola giornata d'estate posso mangiare più di quarantamila falene, eppure con una zampata spezzo la spina dorsale di un bisonte adulto. Chi sono?
Cammino sulla neve senza affondare e senza fare rumore, perché ho zampe larghe e coperte di pelo. Sulle orecchie porto due ciuffi neri e la mia coda corta finisce con una punta scura. Chi sono?
Aspetto nascosta nella vegetazione fino al crepuscolo, poi salto fino a tre metri puntando alla gola. Se sbaglio il primo colpo lascio perdere, perché non reggo le corse lunghe. Chi sono?
Nascondo gli avanzi del pasto sotto le foglie e torno a mangiarli nei giorni seguenti. Un modo di dire celebra i miei occhi, ma il senso su cui conto davvero è l'udito. Chi sono?
Apro le ali per più di tre metri e attraverso le montagne senza quasi batterle, portato dall'aria che sale. Ho la testa nuda e mangio soltanto animali già morti. Chi sono?
In un pasto solo posso ingerire metà del mio peso, poi resistere settimane a stomaco vuoto. Le mie unghie sono deboli, perché non devo uccidere nessuno. Chi sono?
Nasco da un uovo unico, covato due mesi in una cavità di roccia. Divento adulto solo verso gli otto anni. Vivo dalla Colombia fino alla Terra del Fuoco. Chi sono?
Sono un camelide, ma sulla schiena non ho nessuna gobba. Discendo da una specie selvatica del Sudamerica e prima degli spagnoli ero l'unico ungulato addomesticato del Perù. Chi sono?
Se mi infastidisci ti sputo addosso, e non è saliva ma acido di stomaco. In Nordamerica mi mettono a sorvegliare le greggi, perché tengo lontani i coyote. Chi sono?
Porto carichi sulla schiena, do lana, carne e pelli. Mangio erba, foglie, licheni e funghi, ma non resisto a lungo senza bere. Somiglio all'alpaca, però sono più grande. Chi sono?
Sono un orso, ma non mangio quasi mai carne: passo la giornata a spezzare canne verdi, e ne mando giù fino a quaranta chili al giorno. Chi sono?
Ho sei dita apparenti, ma una è soltanto un osso del polso cresciuto in modo speciale. Mi serve per tenere ferme le canne mentre le sbuccio con i denti. Chi sono?
Peso novecento volte più di mio figlio appena nato, che viene al mondo cieco e quasi senza pelo. Le mie orecchie si muovono ogni volta che mastico. Chi sono?
Ho la coda quasi lunga quanto il corpo e me l'avvolgo intorno al muso per dormire al caldo. Cammino nella neve alta ottantacinque centimetri senza fermarmi. Chi sono?
Non so ruggire, perché le mie corde vocali sono lunghe appena nove millimetri, ma so fare le fusa quando butto fuori l'aria. Vivo a quattromila metri di quota. Chi sono?
Inseguo le pecore azzurre giù per i pendii anche per trecento metri, e una sola preda mi basta per due settimane. Vivo tra le rocce sopra il limite degli alberi. Chi sono?
Ghiacci: Artico e Antartide
30 indovinelli
Sono il più grande carnivoro che cammina sulla terraferma, eppure gli scienziati mi contano tra i mammiferi marini. La mia pelliccia sembra bianca, ma i peli sono trasparenti e la pelle sotto è nera. Chi sono?
Aspetto immobile accanto a un buco nel ghiaccio, a volte per ore, finché una foca risale a respirare. Posso nuotare per giorni senza toccare terra e non temo il gelo, ma temo il disgelo. Chi sono?
Nella mia specie va in letargo solo chi aspetta dei piccoli: scava una tana nella neve e vi partorisce in pieno inverno. I miei cuccioli restano con me due anni e mezzo. Chi sono?
Sono un uccello e non volo, ma nuoto a trenta chilometri orari e scendo oltre i cinquecento metri di profondità. Il mio piumaggio è il più fitto del mondo: quindici piume per centimetro quadrato. Chi sono?
Tengo un uovo sulle zampe per due mesi interi, in piedi nel buio, mentre il vento soffia a duecento chilometri orari e la temperatura scende sotto i quaranta gradi. Non mangio niente. Chi sono?
Quando la tormenta arriva ci stringiamo in migliaia, e chi sta al bordo gira intorno agli altri per ripararsi. Al centro del gruppo si arriva a trentasette gradi. Chi sono?
Ho due canini lunghi un metro che uso per combattere e per issarmi sul ghiaccio, non per scavare. Sul fondo del mare cerco le vongole con i baffi, non con gli occhi. Chi sono?
Peso più di una tonnellata e mezza, ma dormo galleggiando in verticale grazie a una sacca d'aria che tengo nella gola. Sotto la pelle ho quindici centimetri di grasso. Chi sono?
Sui miei baffi ho fino a settecento setole, e ognuna sente un oggetto spesso tre millimetri. Aspiro il mollusco dal guscio usando la lingua come un pistone. Chi sono?
Vivo vicino alla costa e non mi allontano più di venti chilometri dalla riva, ma quando caccio scendo fino a cinquecento metri di profondità. La mia testa somiglia a quella di un gatto. Chi sono?
Non ho orecchie visibili, solo una piccola sporgenza triangolare. I baffi rigidi del mio muso servono a toccare, non ad annusare. Nel gruppo qualcuno fa la sentinella mentre gli altri riposano. Chi sono?
Nasco dopo nove mesi e posso pesare già sedici chilogrammi. Poche ore dopo la nascita so già nuotare e seguire il gruppo. Se resto senza madre mi chiamano strillone. Chi sono?
Ho un solo dente che conta, il canino sinistro, e cresce fino a tre metri avvolgendosi sempre nello stesso verso. Vivo tutto l'anno tra i ghiacci e non ho nessuna pinna sul dorso. Chi sono?
Scendo a millecinquecento metri sotto la banchisa e resto immerso venticinque minuti. Per respirare mi basta una fessura larga mezzo metro, ma se il ghiaccio si chiude non ho scampo. Chi sono?
Le mie vertebre del collo non sono saldate, così posso girare la testa come fanno gli animali di terra. Nella mia famiglia siamo rimasti solo io e il beluga. Chi sono?
D'inverno sono bianco e foltissimo, d'estate divento bruno: cambio due volte l'anno per sparire nel paesaggio. Le mie orecchie sono piccole e rotonde, e vivo dove il mare gela. Chi sono?
Nelle annate buone posso avere diciannove piccoli in una sola nidiata, il numero più alto tra tutti i carnivori. Nelle annate cattive, invece, non ne nasce quasi nessuno. Chi sono?
Il mio destino dipende da un roditore grande come un pugno: quando abbonda mi riproduco, quando sparisce faccio la fame. Vivo nella tundra, dalla Russia alla Groenlandia. Chi sono?
Porto sulla testa due rami d'osso che cadono e ricrescono ogni anno, e li portano anche le femmine. Cammino sulla neve e le mie ginocchia schioccano a ogni passo. Chi sono?
Ogni anno percorro cinquemila chilometri, più di qualsiasi altro mammifero che cammina sulla terra. Il mio naso scalda l'aria gelata prima che arrivi ai polmoni, e recupera l'acqua del respiro. Chi sono?
Vedo una luce che i tuoi occhi non percepiscono, e nel bianco della tundra mi mostra tracce invisibili. D'inverno i miei zoccoli si affilano per scavare il ghiaccio e trovare i licheni. Chi sono?
Sono nato grigio e sono diventato bianco crescendo. Non ho pinna sulla schiena, perché sotto il ghiaccio darebbe fastidio, e posso girare la testa di lato come fai tu. Chi sono?
Fischio, trillo, cinguetto e schiocco senza fermarmi: per questo i marinai mi chiamavano canarino di mare. Sulla fronte ho un cuscino di grasso di cui cambio la forma soffiando aria. Chi sono?
Trovo le crepe nel ghiaccio anche quando la banchisa copre quasi tutto il mare, e nessuno sa spiegare come. Scendo a seicento metri per cercare pesci e calamari. Chi sono?
Il mio manto è così lungo che nasconde le zampe e sfiora la neve. Porto corna ricurve, e le portano anche le femmine. Nel mio nome c'è un odore. Chi sono?
Quando arriva il pericolo il mio gruppo non fugge: ci mettiamo in cerchio, con i piccoli al centro e le corna verso l'esterno. Contro i lupi funziona quasi sempre. Chi sono?
Somiglio a un toro, ma i miei parenti più stretti sono le capre. Scavo la neve con gli zoccoli per trovare erba e radici nella tundra artica. Chi sono?
Sono più bianco dell'orso polare e della volpe artica, e sulla neve sembro una roccia chiara. Ho gli occhi gialli e vivo dove d'estate il sole non tramonta mai. Chi sono?
Il mio verso non è un canto ma una serie di note ruvide, come un cane che abbaia, e nell'aria rarefatta dell'Artico si sente a più di tre chilometri. Chi sono?
Depongo fino a sedici uova quando i lemming abbondano, molte più di qualsiasi mio parente stretto. Seguo le prede e mi sposto in continuazione, anche per migliaia di chilometri. Chi sono?
Deserti e terre aride
30 indovinelli
Posso restare otto giorni senza bere e poi mandare giù cento litri d'acqua in dieci minuti. Sul dorso porto una riserva di grasso che si sgonfia quando il viaggio è lungo. Chi sono?
Le mie narici sono strette per fermare la sabbia e i miei piedi hanno una suola larga che non sprofonda. Per questo mi hanno chiamato la nave del deserto. Chi sono?
La mia temperatura può salire di sette gradi senza che io sudi, e l'urea che il mio fegato produce torna indietro invece di essere buttata via. Chi sono?
Sono il più piccolo della mia famiglia di cacciatori e peso quanto un chilo di farina. Le mie orecchie misurano quindici centimetri e servono a buttare via il calore. Non bevo mai. Chi sono?
Di giorno dormo in gallerie profonde che scavo nella sabbia, di notte esco a caccia di locuste e lucertole. I nomadi mi chiamano folletto perché sparisco appena mi guardano. Chi sono?
Ho la pelliccia color sabbia e i piedi foderati di pelo per non scottarmi. Vivo in gruppo, bevo solo l'acqua contenuta nelle mie prede e sono l'animale simbolo dell'Algeria. Chi sono?
Ho otto zampe come i ragni, ma davanti porto due tenaglie e la mia coda finisce con un aculeo ricurvo che contiene veleno. Non sono un insetto. Chi sono?
Caccio di notte e trovo le prede sentendo le vibrazioni del terreno. Se mi illumini con una lampada a raggi ultravioletti, la mia corazza si accende nel buio. Chi sono?
I miei antenati camminavano sulla terraferma quattrocentoventi milioni di anni fa. I miei piccoli nascono già formati e viaggiano sulla mia schiena fino alla prima muta. Chi sono?
Non ho zampe e vivo nei deserti americani. In fondo alla coda porto un crepitacolo che agito per avvertire chi si avvicina troppo. I miei denti sono cavi come aghi. Chi sono?
Mangio una volta ogni due o tre settimane e passo l'inverno nascosto sottoterra. Il mio veleno impedisce al sangue di coagulare, e i miei figli lo possiedono già dalla nascita. Chi sono?
Posso superare i due metri e pesare sette chilogrammi. I miei denti si ripiegano quando chiudo la bocca e ricrescono anche quattro volte all'anno. Non so arrampicarmi. Chi sono?
Sono bianca come la sabbia sotto il sole, ho il muso striato di nero e due corna dritte e anellate lunghe mezzo metro. Nel deserto d'Arabia riposo all'ombra nelle ore più calde. Chi sono?
Sono scomparsa dalla natura negli anni Settanta e sono tornata grazie ai pochi esemplari sopravvissuti nei giardini zoologici. Oggi sono il simbolo di tre Paesi arabi. Chi sono?
Capisco dove sta piovendo anche a molti chilometri di distanza e guido il mio branco in quella direzione, su territori grandi migliaia di chilometri quadrati. Chi sono?
Sto nel palmo di una mano, ma con un solo balzo copro tre metri. La mia coda è più lunga del mio corpo e mi serve per non perdere l'equilibrio. Chi sono?
Scavo gallerie a spirale con i denti e con le zampe anteriori, e d'estate ne tappo l'ingresso con la sabbia per tenere fuori il caldo. Non bevo mai. Chi sono?
Di notte percorro dieci chilometri nel deserto cercando semi e tartufi con l'olfatto. Vipere, cobra e volpi mi danno la caccia, e la mia unica difesa è correre. Chi sono?
Assomiglio al lupo, ma sono più piccolo, ho orecchie più lunghe e tengo la coda rivolta verso il basso quando corro. Nel mito dei nativi americani sono l'imbroglione che cambia forma. Chi sono?
Provoco il serpente a sonagli finché non allunga la testa per mordermi, e in quel momento lo afferro. A volte scavo insieme a un tasso, ognuno per il proprio pasto. Chi sono?
Mentre quasi tutti i grandi predatori del mio continente arretravano davanti all'uomo, io ho allargato il territorio fino al Guatemala e ho superato il Canale di Panama nel 2013. Chi sono?
Porto addosso una corazza di squame ossee, ma non so chiudermi a palla come i miei cugini dalle tre fasce. Se mi spavento salto in aria più di un metro. Chi sono?
I miei figli nascono sempre in quattro, tutti dello stesso sesso e geneticamente identici, perché vengono da un unico ovulo. Posso anche rimandare la loro nascita di settimane. Chi sono?
Per attraversare un fiume posso ingoiare aria e galleggiare, oppure camminare sul fondo trattenendo il respiro per più di sei minuti. In un pasto mangio quarantamila formiche. Chi sono?
Ho le ali e so volare, ma preferisco le zampe: a terra supero i trenta chilometri orari e uso la lunga coda come timone e come freno. Chi sono?
Di notte lascio raffreddare il mio corpo per non sprecare energia, e all'alba mi giro verso il sole offrendogli le piume nere della schiena. Chi sono?
Rincorro lucertole e serpenti a sonagli e li uccido con il becco. Per conquistare la mia compagna le porto in dono una preda, e poi restiamo insieme per la vita. Chi sono?
Sono uno dei pochi sauri al mondo che sa iniettare veleno, ma non ho zanne cave: mordo, stringo e lascio che il veleno scorra nei solchi dei denti. Chi sono?
Passo più di nove decimi della mia vita sottoterra, e la mia coda corta e grossa è la dispensa in cui conservo il grasso per i mesi di digiuno. Chi sono?
Ho la pelle coperta di piccole perline di osso e porto colori gialli e rossi su fondo nero, non per nascondermi ma per avvertire. Dalla mia saliva è nato un farmaco. Chi sono?
Australia e Oceania
30 indovinelli
Le mie zampe posteriori funzionano come elastici: più vado veloce, meno ossigeno consumo. Con un solo balzo posso coprire nove metri e sollevarmi di tre. Chi sono?
Quando riposo mi appoggio su tre punti, due zampe e la coda, come un treppiede. Sono il più grosso mammifero terrestre nato nel mio continente e uso i pugni prima dei calci quando devo battermi. Chi sono?
Mia madre può custodire allo stesso tempo un figlio grande che poppa, me appena nato attaccato a un capezzolo e un fratello ancora fermo allo stadio di embrione. Chi sono?
Resto immobile diciotto o diciannove ore al giorno, incastrato nella biforcazione di un ramo. Mangio solo foglie di una pianta velenosa per quasi tutti gli altri mammiferi, e il mio fegato ne disattiva le tossine. Chi sono?
Alla nascita pesavo cinque grammi ed ero lungo due centimetri. Ho risalito da solo il pelo di mia madre fino a un marsupio che si apre verso il basso, e lì sono rimasto sei mesi. Chi sono?
Ho impronte digitali così simili a quelle umane che nemmeno un microscopio elettronico le distingue. La mia pelliccia respinge l'acqua e profuma di eucalipto. Chi sono?
Sono un mammifero, ma depongo uova e non ho capezzoli: il mio latte esce da pori della pelle. Ho il becco di un'anatra e i piedi palmati. Chi sono?
Nuoto a occhi chiusi e trovo lo stesso gamberi e vermi nel fango, perché il mio becco sente i campi elettrici dei loro muscoli. Chi sono?
La mia temperatura corporea è di trentadue gradi e ho dieci cromosomi sessuali. Quando la mia pelle arrivò in Europa, gli scienziati pensarono a uno scherzo. Chi sono?
Scavo gallerie lunghe fino a venti metri e ci vivono anche rettili, uccelli ed echidne. I miei denti non smettono mai di crescere, e sono l'unico marsupiale a cui succede. Chi sono?
Il mio marsupio si apre verso la coda, così la terra che sollevo scavando non finisce addosso a mio figlio. Lui ne esce dopo nove o undici mesi. Chi sono?
Peso quasi trenta chili, mangio erba dura per tutta la notte e lascio escrementi a forma di cubo. Dormo in una tana diversa quasi ogni settimana. Chi sono?
In proporzione al mio corpo ho il morso più potente di tutti i mammiferi viventi: cinquecentocinquantatré newton, abbastanza per triturare ossa e denti. Vivo su una sola isola. Chi sono?
I coloni europei mi diedero il nome che porto per le urla che lancio di notte. Sono nero, ho una mezzaluna bianca sul petto e mangio soprattutto carogne. Chi sono?
Mia madre partorisce fino a trenta figli che pesano meno di un quarto di grammo, ma nel suo marsupio ci sono solo quattro capezzoli: sopravvivono i primi che arrivano. Chi sono?
Non so volare, ma corro a quarantotto chilometri orari e la mia falcata arriva a quasi tre metri. Sono il secondo uccello più alto del mondo. Chi sono?
Depongo uova verdi e pesanti mezzo chilo, poi me ne vado: sarà il padre a covarle per otto settimane senza mangiare, senza bere e senza lasciare il nido. Chi sono?
Non ho denti, così ingoio sassi che pesano fino a quarantacinque grammi l'uno e li tengo nello stomaco per macinare il cibo. Vivo solo in Australia. Chi sono?
Vivo lontano dall'acqua eppure appartengo alla famiglia dei pescatori, e ne sono il membro più pesante del mondo. Aspetto immobile su un ramo, poi mi lascio cadere su una lucertola. Chi sono?
Il mio verso somiglia a una risata e nei film lo sentite nella giungla, anche se io la giungla non l'ho mai vista. Canto in coro con la mia famiglia, a testa alta e coda sollevata. Chi sono?
Il mio nome scientifico dice che vengo dalla Nuova Guinea, ma è un errore vecchio di due secoli: non ci ho mai messo piede. Vivo in Australia, e scavo il nido dentro un termitaio. Chi sono?
Sono grande come un gatto robusto e mi muovo a balzi, come i miei parenti più famosi. La forma del mio muso fa credere a tutti che io stia sorridendo. Chi sono?
Nel 1696 un navigatore olandese mi scambiò per un ratto e diede all'isola il nome di nido di ratti. Oggi su quell'isola toccarmi è vietato e chi lo fa paga una multa. Chi sono?
Vivo solo in un angolo del sud-ovest dell'Australia e su poche isole dove non sono mai arrivati volpi e gatti. Mangio erbe e foglie di notte, e ogni anno cresco un solo figlio. Chi sono?
Sono un mammifero, ma depongo le uova e le tengo in una tasca sul ventre che compare solo quando serve. I miei piccoli bevono latte da fori nella pelle, perché non ho capezzoli. Chi sono?
Non ho un solo dente, eppure mangio quasi soltanto formiche e termiti. Le catturo con una lingua appiccicosa lunga diciotto centimetri e le trituro contro il palato. Chi sono?
Ho la schiena coperta di aculei gialli con la punta nera e cinque dita armate di artigli piatti. Se qualcuno mi minaccia scavo e sparisco sottoterra in pochi secondi. Chi sono?
Porto un nome da creatura leggendaria, ma non volo e non sputo fuoco. Quando mi spavento gonfio le squame appuntite sotto il mento finché non sembro molto più grande di quanto sia. Chi sono?
Nasco lungo otto centimetri e da adulto arrivo a sessanta. Vivo nei deserti dell'Australia centrale, dove il mio colore bruno giallastro con macchie scure mi rende quasi invisibile. Chi sono?
Da piccolo mangio quasi solo insetti, da grande preferisco i vegetali. Per corteggiare mi sollevo sulle zampe anteriori e muovo la testa su e giù, sempre allo stesso ritmo. Chi sono?
Insetti e piccole creature
30 indovinelli
Vivo in una città di decine di migliaia di sorelle, tutte figlie di una sola madre. Cambio mestiere man mano che invecchio, e il mio ultimo lavoro è cercare fiori lontani. Chi sono?
Quando trovo un campo fiorito torno a casa e ballo. Il mio ballo racconta alle altre in che direzione andare e quanto è lontano il posto, prendendo il sole come riferimento. Chi sono?
La mia arma nasce come organo per deporre le uova, e per questo i maschi della mia specie non ce l'hanno. Vivo poco più di un mese e lavoro tutti i giorni. Chi sono?
Da piccolo mangio solo una pianta velenosa e mi tengo il veleno addosso per tutta la vita. Il mio arancione acceso serve ad avvertire gli uccelli che è meglio lasciarmi in pace. Chi sono?
In autunno parto verso sud insieme a milioni di simili e sverno in una valle di montagna a tremila metri. Per ritrovare la strada percepisco il campo magnetico della Terra. Chi sono?
Il viaggio di andata verso nord è così lungo che nessuno di noi lo completa da solo: servono tre generazioni. Il ritorno invece lo fa una generazione sola. Chi sono?
Non ho pungiglione, ma so spruzzare un acido a trenta centimetri di distanza, trenta volte la lunghezza del mio corpo. Vivo in un nido alto due metri, in mezzo al bosco. Chi sono?
Nella mia casa possono vivere più di cento regine insieme. Quando siamo troppi ci dividiamo in gruppi e ognuno costruisce una casa nuova. In una stagione mangiamo cinque milioni di insetti. Chi sono?
Sono rosso ruggine e misuro meno di un centimetro, ma difendo il mio territorio attaccando chiunque assomigli a me. In primavera i miei vicini e io ci facciamo la guerra per i confini. Chi sono?
Sembro un piccolo gioiello rosso, ma passo la giornata a divorare insetti che succhiano la linfa delle piante. I contadini che non usano veleni mi considerano un alleato prezioso. Chi sono?
Porto sulla schiena sette macchie nere. Se qualcuno mi disturba prima lo avverto con il colore, poi con un liquido puzzolente, infine mi appiattisco e divento impossibile da afferrare. Chi sono?
La mia vita da adulto dura poche settimane, ma in quel tempo depongo circa duemila uova. Le mie ali anteriori sono diventate una corazza e non servono più a volare. Chi sono?
Sono il più grande cacciatore volante d'Europa fra quelli con quattro ali. Il maschio ha l'addome azzurro cielo con una riga nera, il torace verde mela e occhi enormi. Chi sono?
Ho vissuto sott'acqua da larva predatrice per tutta la prima parte della vita. Ora caccio in cielo e mangio le prede più piccole senza smettere di volare. Chi sono?
Il mio nome scientifico significa signore e imperatore, e in Europa me lo merito per la taglia. Volo con la punta del corpo inclinata verso il basso. Chi sono?
Quando arriva l'autunno mi chiudo dentro la mia casa e la sigillo con un tappo di calcare fatto da me. Riapro solo in primavera. Posso vivere vent'anni. Chi sono?
I miei occhi stanno in cima a due tentacoli e hanno lenti che non si possono regolare. Per mettere a fuoco devo muovere i tentacoli. Sono maschio e femmina insieme. Chi sono?
In cucina mi chiamano con un nome francese e mi mangiavano già gli antichi Romani. Oggi in diversi paesi europei sono protetto per legge e raccogliermi può essere vietato. Chi sono?
Costruisco una trappola di seta a raggiera e resto ad aspettare al centro. Sul dorso porto un disegno bianco a forma di croce, fatto di cellule piene degli scarti del mio metabolismo. Chi sono?
La femmina della mia specie è molto più grande del maschio, e lui deve avvicinarsi con estrema cautela per non finire divorato. Deponiamo cinquecento uova che schiudono soltanto nove mesi dopo. Chi sono?
Vivo appeso a un intreccio di fili teso fra i fusti delle piante. Il mio morso all'uomo non fa quasi nulla, appena un pizzicore. Se qualcuno mi disturba, scappo. Chi sono?
Passo la vita a modellare gli escrementi degli erbivori in sfere quasi perfette. Le spingo all'indietro con le zampe posteriori, camminando a testa in giù, per portarle lontano dalla concorrenza. Chi sono?
Cammino sempre dritto, anche nel buio più fitto. Nessun altro insetto conosciuto sa fare quello che faccio io: mi oriento con la debole luce della Via Lattea. Chi sono?
Gli antichi egizi mi ritenevano sacro, perché vedevano nella palla che spingo l'immagine del sole trascinato attraverso il cielo. Sono nato dentro una sfera a forma di pera e me la sono mangiata dall'interno. Chi sono?
Non ho ali e il mio corpo resta uguale a quello di una larva. Nelle notti di giugno sollevo la punta dell'addome e accendo una luce verde che può durare due ore. Chi sono?
Da piccola sono una cacciatrice: mordo chiocciole duecento volte più pesanti di me e inietto un liquido che le paralizza. Da grande divento un segnale acceso nel buio. Chi sono?
Dentro di me si incontrano due sostanze dai nomi quasi uguali e nasce una luce quasi senza calore. Solo il due per cento si disperde. Un maschio mi individua da quindici metri. Chi sono?
Tengo le zampe anteriori ripiegate davanti al corpo e sembra che stia pregando. In realtà sto soltanto aspettando che una mosca passi abbastanza vicino da non potermi più sfuggire. Chi sono?
Se qualcuno mi spaventa apro le ali di colpo per sembrare più grande e mostro due macchie nere nascoste sotto le braccia. A volte sibilo sfregando l'addome. Chi sono?
La femmina della mia specie divora il maschio partendo dalla testa, perché le servono proteine per produrre fino a duecento uova dentro un unico involucro. Chi sono?
Giganti del passato
30 indovinelli
Cammino su due zampe soltanto, ma le mie braccia sono corte e con due sole dita. La mia coda è lunga e pesante, e mi aiuta a restare in equilibrio mentre corro. Chi sono?
Il mio morso è tra i più potenti mai calcolati in un animale: quattro volte più forte di quello di un coccodrillo marino. Con i miei denti potevo spezzare le ossa delle mie prede. Chi sono?
Vissi milioni di anni fa, quando i dinosauri dominavano la Terra. Ero uno degli ultimi della mia specie prima della grande estinzione. Oggi restano di me solo ossa fossili. Chi sono?
Porto due corna sopra gli occhi che possono superare il metro di lunghezza, e una terza molto più piccola sul naso, rivolta verso l'alto. Dietro la testa ho un grande scudo di osso. Chi sono?
Camminavo su quattro zampe e pesavo più di sei tonnellate. Nel mio stesso territorio viveva il predatore più famoso di tutti. Il mio nome greco significa faccia con tre corna. Chi sono?
Le mie prime corna furono scambiate per quelle di un bisonte gigante. Fui uno degli ultimi dinosauri a vivere prima della grande estinzione di sessantasei milioni di anni fa. Chi sono?
Ho due file di piastre ossee lungo la schiena e quattro punte in fondo alla coda, lunghe ciascuna quanto un metro da sarta. Il mio nome significa lucertola tetto. Chi sono?
Il mio cervello pesava forse ottanta grammi, dentro un corpo di parecchie tonnellate. Brucavo cespugli bassi con un becco corneo, perché davanti non avevo nemmeno un dente. Chi sono?
Chi mi scoprì pensò che fossi una tartaruga acquatica gigante. Le punte della mia coda hanno lasciato un foro perfetto in una vertebra di allosauro. Chi sono?
Cammino su due dita soltanto e ne tengo un terzo sollevato, armato di un artiglio a forma di falce. Sono lungo due metri e alto mezzo metro all'anca. Chi sono?
Nei film mi disegnano squamato e alto come un uomo. In realtà ero coperto di penne, e le loro basi hanno lasciato impronte sulle mie ossa. Chi sono?
Una tempesta di sabbia mi ha seppellito all'improvviso mentre lottavo con un protoceratopo, e ci ha lasciati avvinghiati nella stessa posizione per milioni di anni. Chi sono?
Le mie zampe anteriori erano più lunghe delle posteriori, e questo inclinava il mio tronco verso l'alto. Il mio collo era lunghissimo, ma la mia coda restava corta. Vivevo fra le foglie più alte degli alberi. Chi sono?
Il mio scheletro fu scoperto in Colorado nel 1900 e oggi ne restano solo poche ossa autentiche in un museo di Chicago. Il resto è una ricostruzione fatta con un mio parente africano. Chi sono?
Un film famoso mi ha mostrato mentre mi sollevavo sulle zampe posteriori per raggiungere le foglie più alte, ma gli scienziati hanno dimostrato che non ci riuscivo davvero. Chi sono?
Sul dorso porto lunghe spine ossee, che forse reggevano una vela, forse una gobba carnosa. Le mie ossa sono dense e pesanti, non cave come quelle degli altri grandi predatori della mia epoca. Chi sono?
Il mio muso è lungo e stretto come quello di un coccodrillo, con le narici piccole e spostate indietro. Passo gran parte della vita vicino all'acqua, cacciando pesci enormi nelle paludi del Nordafrica preistorico. Chi sono?
Per decenni nessuno ha saputo dire con certezza quanto fossi lungo: le stime sono cambiate fra i dodici e i diciotto metri. Un film mi ha reso protagonista di un duello che non sarebbe mai potuto accadere. Chi sono?
Volavo sopra un mare poco profondo che tagliava in due il Nord America più di settanta milioni di anni fa. Il mio becco era lungo e senza un solo dente. Sulla testa portavo una cresta ossea. Chi sono?
Di me si conoscono circa milleduecento fossili, più che di qualunque altro parente volante. Eppure nessuno sa dire quanto pesassi: le stime vanno da venti a novantatré chilogrammi. Chi sono?
Mi chiamano dinosauro nei film, ma non lo sono mai stato. Le mie ali arrivavano a sette metri, la mia bocca non aveva denti e i maschi portavano una cresta molto più grande delle femmine. Chi sono?
Portavo addosso due mantelli, uno di peli lunghi fino a novanta centimetri e uno di lana corta, e sotto la pelle avevo dieci centimetri di grasso. Le mie orecchie erano piccole per non congelarsi. Chi sono?
Il mio parente vivente più stretto è l'elefante asiatico. Camminavo su una steppa fredda e aperta, e gli esseri umani mi dipingevano sulle pareti delle grotte. Gli ultimi di noi si spensero su un'isola dell'Artico. Chi sono?
Alcuni di noi sono stati ritrovati congelati, con la pelliccia ancora addosso e lo stomaco pieno di erba. Il mio genoma è stato letto per intero, e qualcuno spera di riportarmi in vita. Chi sono?
I miei due canini superiori arrivavano a ventotto centimetri, i più lunghi mai trovati in un felino. Erano sottili e si spezzavano facilmente, così dovevo bloccare la preda con le zampe prima di usarli. Chi sono?
Centinaia di miei simili sono stati estratti dai pozzi di catrame sotto una grande città americana. Nessuno sa di che colore fosse il mio mantello, né se cacciassi da solo o in gruppo. Chi sono?
Avevo arti anteriori enormi e un osso del braccio rinforzato, capace di reggere più peso di quello dei grandi felini di oggi. Cacciavo bisonti e cammelli tendendo agguati nella boscaglia. Chi sono?
Di me sono rimasti quasi solo i denti, perché il mio scheletro era di cartilagine. Uno di quei denti può essere alto sedici centimetri. Gli antichi Romani li chiamavano lingue di pietra. Chi sono?
Cacciavo balene, foche e tartarughe marine in tutti i mari caldi del mondo. Le mie mascelle si chiudevano con una forza di oltre centottantamila newton. Poi gli oceani si raffreddarono. Chi sono?
Nessuno sa con precisione che aspetto avessi: c'è chi mi disegna tozzo e chi allungato. Nessuno sa nemmeno quanto fossi lungo davvero, perché le stime vanno da quattordici a venti metri. Chi sono?